Una stanza tutta per se- Di Virginia Woolf

La visione della donna nel 1800 fino al 1930

Buon giorno cari lettori, oggi vorrei parlarvi dell’impressione, davvero positiva e deliziosa, conseguente la lettura del libro “Una stanza tutta per se” di Virginia Woolf

L’autrice si ritrova a dover scrivere un saggio, per degli studenti di Oxbridge, riguardante il tema della donna.
La sua difficoltà principale sta nel comprendere cosa si possa dire della donna, come poterla descrivere a pieno, in particolare modo secondo una visione prettamente femminile, descritta da un’altra donna

La donna, è sempre stata al centro, di romanzi, storie, tragedie, scritte da uomini, per questo l’autrice afferma che in fondo per capire davvero, e descrivere davvero la donna, si dovrebbe non solo dar la possibilità ad un’altra donna di parlarne, ma bisognerebbe anche comprendere il pensiero maschile, per poter, a pieno, descrivere l’essenza femminile.

A mio parere, il monologo, nonostante sia stato scritto nei primi anni del 1900,è davvero molto attuale.
L’autrice mostra la propria rabbia, e dispiacere, nei confronti di tutte quelle restrizioni, al quanto sciocche ed inutili, che venivano imposte alla donna: un’essere, considerato, un tempo, inferiore sia emotivamente, che fisicamente che intellettualmente: abile solo nelle attività quotidiane e domestiche, e non in quelle letterarie e scolastiche.

Da un lato la Woolf rimprovera tutti quegli uomini, che a causa del loro atteggiamento maschilista, bloccarono la crescita ed il talento di alcune donne, che sarebbero potute diventare grandi poetesse, romanzieri, scrittrici: loro non potevano, perché erano donne, ed ad una donna non era consentito affiancarsi all’uomo in campo letterario, come se fosse stupido e deplorevole soltanto il pensiero di voler scrivere.

Da un’altro canto, la scrittrice, rimprovera tutte le donne del passato, comprese le madri, le nonne, poiché piuttosto che dedicarsi agli affari, all’economia, persero il loro tempo in casa, svolgendo solo le attività quotidiane domestiche.
Però c’è da dire che non le biasima al 100%, perché in fondo, tutte quelle povere donne, perché avrebbero dovuto faticar nel guadagnarsi da vivere, magari studiando la borsa, dedicandosi all’economia del tempo, se poi alla fine , tutto il loro ricavato sarebbe comunque appartenuto al marito.

In fondo la donna, un tempo non godeva di libertà propria, ma era seconda al marito, come se essa fosse un’oggetto senza sentimento, ne diritti, ne libertà di pensiero

Difende la donna, affermando che gli uomini dovrebbero esser meno maschilisti, dovrebbero scrivere romanzi mettendo da parte la loro virilità, cercando piuttosto, di manifestare , sulla carta, non solo il loro lato maschile, ma anche quello femminile: un ‘uomo che scrive unisessualmente”, non potrà mai comprendere a pieno una donna.
Cita alcuni autori importanti del tempo come: Eliot, Coleridge, Emile Bronte, affermando che loro sono autori da considerare “androgeni”, poiché capaci di esternare non solo il loro lato maschile o femminile, ma entrambi.
In fondo, un bravo scrittore deve dimenticare il proprio sesso quando scrive ed aver la capacità di immedesimarsi nel suo opposto, senno non potrà mai scrivere di donne, o di uomini, se la mente si proietta su un’unica sessualità, perciò un’unica tipologia di pensiero, molto ristretto.

Secondo l’autrice, l’uomo tende a denigrare la donna, limitandone diritti, privilegi, pensiero, perché la teme; la sua cosiddetta virilità gli impedisce di pensare che un’essere di sesso opposto al suo, possa trovarsi sul suo stesso piano. Poiché l’uomo, senza l’appoggio della donna, senza la sua accondiscendenza, non si sentirebbe più, tanto grande, si renderebbe conto che la grandezza che possiede, spesso non è reale, ma unico frutto della sua mente egocentrica: una donna che dice la verità è temuta, perché riduce l’ego maschile.

Trovo il romanzo, molto contemporaneo, nonostante sia quasi di un secolo fa.
Ormai, noi donne, abbiamo molti più diritti di un tempo, aggiungerei per fortuna, però la tematica sulla libertà, sulla parità dei sessi, è comunque una tematica molto attuale.
Per questo, quando lessi la trama del saggio ne rimasi incuriosita, lo lessi tutto d’un fiato, e devo dire che ogni parola, ogni pagina, è scritta con delicatezza, ma anche con la fermezza di una donna che non teme nessuno, non teme di rimproverare una donna o un’uomo, in fondo, quando si ha “una stanza tutta per se, e 500 sterline l’anno,” a quel punto si può decidere di scrivere e vivere serenamente, parlando liberamente delle proprie idee.

Se come me siete appassionate di queste tematiche, in difesa dei diritti della donna, vi consiglio vivamente il romanzo! Fatemi sapere

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8 pensieri riguardo “Una stanza tutta per se- Di Virginia Woolf

  1. C’è del vero. Ho notato che alcuni bloggers poeti sono monotematici e vedono la donna dal loro punto di vista. Le loro poesie d’amore sono sempre sullo stesso tema: l’incontro sessuale. Il testo corredato da donne discinte. Quelli che sanno comprendere le donne scrivono versi profondi e conoscitori della nostra natura.

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  2. Concordo in parte, perche’ purtroppo la Wolf cade nel tranello di tante donne che per difendere il femminile finiscono per sminuire le sue capacita’. Il mestiere di mamma e’ il piu’ importante della storia, infatti senza le madri non avremmo le nuove generazioni e senza l’educazione trasmessa non avremmo le menti eccelse maschili e femminili che hanno fatto e fanno la storia. Il problema e’ il dare valore, il punto e’ che tendiamo a dare valore a mestieri commerciali invece che a quelli umanitari. Allora iniziamo a cambiare i giochi dando retribuzioni piu’ alte a chi lavora nel sociale, nell’educazione e ai servizi alla persona e abbassiamo gli stipendi e gli introiti a chi lavora a scopo di lucro, inquinando l’ambiente, sfruttando il personale. Il discorso sarebbe lungo…la mia ricerca pedagogica evidenzia proprio come lo spirito femminile sia importante a fronte dello smarrimento odierno dell’umanita’ perche’ possiede quelle potenzialita’ per progredire nel rispetto per il prossimo ed il creato. Allora se il detto dice “chi si loda si imbroda, chi si diminuisce si svilisce..”

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